domenica 17 maggio 2015

Fender Stratocaster messicane a go-go

Questo è un post di supporto alla vendita di alcune mie Stratocaster messicane, il riferimento è all'annuncio pubblicato su Mercatino Musicale con il codice #4156344. Dato che lo spazio è limitato e che la descrizione insieme alle immagini richiede invece dettaglio e precisione, ho pensato di raggruppare qui foto e caratteristiche sperando di agevolare chi fosse interessato all'acquisto. A tutti buona visione.

1) Fender Stratocaster MiM Black MN - Gilmour Style - in vendita a € 380,00=


Battipenna 1-ply Made in Japan con film protettivo ancora da togliere

Seriale MZ 7100050 - Ensenada Plant (Fender), Mexico 2007-2008

Elettronica Mexico Standard



Chi fosse interessato a realizzare una replica della chitarra del grande David Gilmour connotata da un maggiore grado di fedeltà all'originale, potrebbe farlo utilizzando in primo luogo un kit come quello che si vede qui sotto:

Il kit non è incluso nella vendita della chitarra. Se qualcuno fosse interessato ne ho un paio disponibili.

La staffa si aggancia ai potenziometri e consente di montare il Magic Switch in posizione ribassata, lasciando spuntare dal battipenna soltanto la capocchia della levetta.

2) Fender Stratocaster MiM Agave Blu MN - in vendita a € 380,00=



E' una chitarra dal colore poco comune, molto bello. Il vano elettronica è stato schermato con vernice alla grafite.

Il ponte è un Wilkinson a 6 sellette con blocco inerziale "FAT"



Il body presenta un unico difetto, come visibile nella foto
Nessuna modifica all'elettronica.

3) Fender Stratocaster MiM OWT 50 Anniversario RW Light Relic - in vendita a € 350,00=

L'alone circolare è un residuo lasciato dall'adesivo applicato dal negozio di strumenti musicali, lo sto togliendo pian piano

Ho lasciato in vista il blocco inerziale fat, la backplate originale è inclusa


Relic sulla spalla superiore della chitarra


4) Fender Stratocaster Mim Daphne Blue RW - in vendita a € 395,00= Disponibile anche con JB al ponte con aggiunta di 40 euro.

Il body di questa chitarra è un Classic '50 in condizioni pari al nuovo. Il manico originale è stato sostituito con un manico Warmoth (USA) di categoria superiore, con tastiera in palissandro.



Nella tasca del manico si legge chiaramente il timbro con la data di produzione


5) Fender Stratocaster MiM Candy Apple Red MN - in vendita a € ---,00= in preparazione


giovedì 16 aprile 2015

Squier Bullet 1 Made in Japan

Chi non conosce bene l'Universo Squier quando sente parlare di modelli Bullet pensa subito alla cineseria di basso costo. Nei primi anni '80 invece il nome Bullet accompagnato dal numero 1 sovraimpresso ad una stella compariva sulla paletta di una serie Squier di fattura piuttosto pregevole, realizzata dapprima in Giappone e successivamente, sul finire degli anni '80, in Korea.

Delle koreane avevo già avuto per le mani un esemplare e avevo già colto alcune caratteristiche tipiche:



Ingresso Jack posto sul Battipenna, 2 controlli (Tono e Volume)



Seriale impresso sulla Neck Plate

Di recente invece, arrampicandomi lungo le pendici delle montagne venete, ho avuto la fortuna di mettere le mani su una Bullet 1 di fabbricazione giapponese, caratterizzata dalla paletta Telecaster shape e dal manico con tastiera in acero. L'ho trovata in condizioni piuttosto precarie, il body si presentava vissuto anche se non danneggiato o graffiato e la dose di sporcizia, polvere e ruggine lasciava presagire che il restauro potesse anche non riportare al pieno splendore questo autentico pezzo di antiquariato.

Fortunatamente una volta fatta pulizia ed esaminati nel dettaglio i singoli componenti la chitarra ha richiesto il sacrificio soltanto dei 2 potenziometri originali. Grazie ad Andrea B. di AndBad Guitars si è potuto ripristinare la circuitazione sostituendo i pot con altri 2 dello stesso periodo e sempre Made in Japan. Wiring verificato, tutto il resto è originale al 100%.

Ad essere precisi ho dovuto anche buttare le viti del coprimolle posteriore, completamente arrugginite e senza più l'ombra del taglio a croce. Poco male, in fondo. Quello che segue è il set fotografico realizzato a lavoro concluso. Ora si attende un nuovo Proprietario che la faccia suonare il più spesso possibile.

Una vista del Body - parte posteriore

Ecco il logo con la Stella

Le Meccaniche sono marchiate "Fender" in rosso


La Plate riporta il numero di Serie: E62

Retro manico con la classica Skunk Stripe



mercoledì 14 gennaio 2015

Tele-Visioni

L'aver dichiarato in più occasioni di non amare particolarmente le Telecaster deve aver infastidito qualche divinità dell'Olimpo chitarristico. E quando agli Dei salta la mosca al naso si sa che per gli Umani sono c... ehm, problemi.

A me è andata abbastanza bene, la penitenza sembra consistere nel sudare sopra una serie piuttosto nutrita di Tellies avvicendatesi in rapida successione sopra il mio tavolaccio nelle ultime settimane.

Dapprima una “meticcia” costruita intorno ad un corpaccio finto relic avuto insieme ad altre cose da un nome noto, chitarrista e firma di Accordo.it.







Poi una Tele relic su commissione di Andrea di Trieste, chitarrista giustamente pignolo e meticoloso e tuttora alla ricerca della configurazione definitiva per la sua chitarra (ha anche una Gibson Les Paul che non finirò mai di invidiargli...).






Il battipenna bianco è un provvisorio, come si vede non ha molto a che spartire con il look "relic".



Di seguito una Squier Standard sulla quale ho parzialmente replicato il power kit già descritto in un precedente post, limitandomi a sostituire il pickup al ponte con il fido stacked noiseless splittato con push/pull sul volume.





La foto qui sopra a sinistra ritrae la Tele prima delle modifiche.

Dopo di lei ecco una chitarra secondo me interessante, basata su un body Vester in multistrato (di mogano?) assai pesante, di un bel colore tendente al vaniglia dal sapore vintage, abbinato ad un manico Classic Vibe con tastiera in palissandro, recuperato dalle grinfie di un praticone che aveva sostituito i tasti lasciando il lavoro a mezzo e qualche cicatrice.




Ed ancora, ecco una Affinity vintage white che ho reliccato per mio gusto personale, senza commissione da parte di alcuno, con un piccolo upgrade al pickup al ponte, preso dalla Standard di cui sopra.







Non è finita qui, ma meglio non appesantire troppo il post. Stay tuned!

sabato 20 dicembre 2014

Chinese Telecaster vs manifattura italiana

Mi sono reso conto da tempo che il mondo del chitarrismo spesso alimenta i suoi dibattiti contrapponendo posizioni ideologiche non sempre supportate dai fatti, insomma si sta a un pelo dai confronti tra tifosi di opposte squadre di calcio.

Spessissimo la prima domanda dell'interlocutore è "mi sai dire dove è stata prodotta?" a cui consegue una repentina caduta di interesse quando le risposta è "China". Ora, che la produzione cinese di chitarre, nella fattispecie Squier, non viaggi su livelli elevatissimi è cosa nota, ma sarebbe anche ora di capire che le Squier vengono prodotte in più fabbriche e che trattandosi di produzioni seriali ci sta sia l'esemplare venuto male che quello riuscito benino o bene; ci può essere la partita di legni scadenti, ma anche quella di legni buoni; e così via elencando per le varie componenti.

La stessa cosa vale, secondo me, anche in riferimento alla mano che procede all'assemblaggio. Ci sarà anche per il signor Lin Pin Chang il lunedi mattina in cui le corna gli vanno in corto, magari in un momento diverso gli verrà tutto bene.

Rimuginando questi pensieri di fronte ad un body Squier Telecaster Butterscotch Blonde (il colore che sulle Tele adoro insieme al giallo di quella di Robben Ford) ho pensato di verificare se applicando alla componentistica Squier un pò di sana manodopera italiana non si possa ottenere una chitarra sensibilmente migliore rispetto a ciò che arriva di serie dal lontano Oriente.

Tutti i componenti utilizzati per assemblare questa Telecaster sono rigorosamente originali, non provengono dallo stesso strumento e sono stati prelevati dalla mia cambusa personale dove li avevo collocati previa selezione basata sul fatto che si trattasse di materiale migliore rispetto alla media (nel caso dei legni per lo stato di conservazione o per la qualità o le venature ecc.; nel caso dell'elettronica per la bontà dei componenti, e così via).

Per prima cosa dunque via con la schermatura del vano elettronica (forse superflua su una Tele, ma a me piace vedere il vano rivestito con la vernice nera asciutta di un bel nero opaco spesso).


La control plate messa da parte e rispolverata per l'occasione è perfetta; al ponte monto un pickup Fender che in tutta sincerità non ricordo da dove arrivi. Si distingue perchè l'avvolgimento della bobina è protetto da un altro avvolgimento in filo nero cerato. 



Decido di rinunciare alle molle e lo monto su gommini di silicone, giusto per dare un tocco "customshoppeggiante".



Ora togliamo i residui dei collegamenti precedenti e saldiamo i nuovi

Al manico un lipstick Alnico 2. Dal magazzino tiro fuori un battipenna in colorazione mint green. Anche il pickguard ha il suo bravo isolamento, ottenuto con del banale foglio di alluminio per cucina. Ho cambiato l'attacco jack originale con uno dotato di placchetta interamente metallica (cromata), più robusto e resistente.

I ponti servono solo come zavorra per far aderire il foglio di alluminio, ho usato colla spray

Manico e meccaniche sono del tutto standard, decido di utilizzare una neckplate con la stampigliatura del 20 anniversario anche se non c'entra nulla, ma non sto facendo una replica.




Test elettronica, montaggio corde e strap pins e la chitarra è pronta e la mattinata di un sabato è volata via. Chi verrà a provarla emetterà la sentenza.