mercoledì 16 aprile 2014

Back to Strat: Fender Hellecaster Limited Edition Jerry Donahue Signature CIJ

Dopo un paio di incursioni nel mondo Epiphone / Gibson è tempo di tornare al primo amore, la Fender Stratocaster: lo faccio con un modello davvero particolare che per avventura è finito tra le mie braccia, la Hellecaster signature Jerry Donahue Crafted in Japan.


Di cose da raccontare su questa chitarra ce ne sono moltissime, converrà partire ricordando che negli anni tra il 1997 ed il 1998 Fender mise in commercio alcune serie a tiratura limitata dedicate a ciascun membro degli "Hellecasters", ovvero Will Ray, John Jorgenson ed appunto Jerry Donahue. Non si conosce con esattezza il numero di esemplari prodotti, la maggior parte dei commenti che ho trovato sul web indica in 450 pezzi il numero più probabile. Il numero di serie si trova impresso sul retro della paletta e non segue i canoni tradizionali essendo composto di sole 4 cifre. La chitarra in mio possesso riporta il seriale 0055.



E' uno strumento interessante anche dal punto di vista dei collezionisti non soltanto per la sua rarità e per l'originalissimo e splendido colore "Blueburst", ma anche per le specifiche tecniche.


Fonte: Fender - Tutti i diritti sono riservati

Infatti è la parte elettronica a lasciare a bocca aperta: i potenziometri 1 e 3 assurgono a controlli Master Volume e Master Tone, mentre al centro trova spazio una manopola identica alle versioni standard che controlla uno switch rotativo a 2 posizioni A/B il quale opera in combinazione con il classico switch a 5 vie per proporre al chitarrista una tavolozza di suoni superbamente ricca!!!


Con lo switch rotativo in posizione A la chitarra si comporta come qualunque altra Stratocaster, con il vantaggio di montare al ponte un pickup definito come Tele Voiced per la sua caratteristica di richiamare i suoni della Telecaster '52 di Jerry Donahue. Nella pagina estratta dal manuale Fender che è riportata poco sopra si nota come la caratteristica costruttiva di questo pickup consista in una lamina metallica posta sotto il battipenna.


Con lo switch in modalità B le posizioni 2 e 4 propongono delle accentuazioni di tono,  con i pickup che lavorano in serie. La posizione 3 è del tutto sconosciuta alle Stratocaster standard ed equivale alla posizione "middle" di una Telecaster. Lo specchietto riportato sopra è utile a non farsi venire il mal di testa...



Le meccaniche sono di tipo Kluson con inserimento della corda dall'alto


Anche il manico è particolare, con il suo profilo a V classificato come "light" dato che non è particolarmente pronunciato (ed infatti mi piace moltissimo, lo trovo comodo e rilassante).

La neck plate accompagna la "F" del logo con la dicitura Limited Edition

Poco sopra la neck plate si trova la serigrafia "Crafted in Japan"

Il ponte vintage a 6 viti è dotato di un blocco inerziale "fat"




Battipenna Dark Blue with Sparkle Elements, introvabile uno uguale!




In una intervista Jerry Donahue ha dichiarato: ..." non so quante di queste chitarre siano state prodotte, ma gli ordinativi erano così numerosi che l'Azienda estese il termine di 6 mesi. Mi sono divertito a suonare questa chitarra giapponese più di gran parte delle mie altre, certamente la qualità realizzativa ed il livello di accuratezza erano al massimo. Forse proprio questo non piacque ai piani alti che alla fine decisero di interrompere la produzione!"

Epiphone by Gibson

Per puro caso decido di andare a vedere una chitarra in vendita a Padova, le foto sono sfuocate, il contatto con il venditore mi lascia perplesso; devo passare in zona, decido di buttar via una mezz'ora. E questa volta ne è valsa davvero la pena, dato che ora mi ritrovo con questa bellezza, una S-400 decisamente ben messa e dal colore assolutamente fantastico!











La serie S della Epiphone è stata prodotta negli stabilimenti Samick in Korea a partire dal 1986. Questo esemplare è in condizioni strabilianti, praticamente mai usata, una S-400 Metallic Red con ponte Bennder databile tra il 1986 e il 1988. Tutte le informazioni su queste chitarre si possono trovare a questo link:






E' completa di leva del tremolo e della custodia rigida che si vede in foto, anch'essa in ottime condizioni. 

venerdì 28 marzo 2014

Epiphone Made in Europe, chi se lo immaginava?

Il mondo delle chitarre non delude mai chi si aspetta sorprese e novità ad ogni piè sospinto. Quasi per caso ho portato a casa una SG Cherry Red della Epiphone, il ragazzotto che me l'ha proposta si era ben guardato dal menzionare un paio di difettucci che pur non inficiandone il valore generale, mi costringeranno a del lavoro supplementare di restauro che non era preventivato.

Insomma non avevo grosse aspettative, ma la sorpresa è arrivata al momento della verifica della data e del luogo di produzione:


Il fidato Guitar Dater mi informa che la mia chitarrina è stata prodotta nel 1999 ed arriva ..... dalla Repubblica Ceca !!!!!????!!!!!

Questa si che è una novità, mai saputo che esistesse una produzione Epiphone in Europa (adesso che ci penso, forse qualcosa avevo letto in passato); ma non è tutto: alla datazione viene aggiunto testualmente che l'impianto di

Bohemia Musico-Delica Plant


Not much is known about this factory, guitars made here are only sold in Europe. However, the production quality at this factory is said to be superior to its Chinese and Korean counterparts.

Hai capito... produzione di qualità superiore alle corrispettive di China e Korea... Bene, molto bene. Ora passiamo al restauro e poi vediamo. E' una candidata a far parte della squadra in pianta stabile!


Knob da sostituire


Dai fori sul retro della paletta si nota la sostituzione delle meccaniche

Sono montate delle oneste Gotoh...

... ma io ho da qualche parte delle Gibson originali a tulipano!



Peccato per questo scratch lungo il profilo inferiore

Qui almeno non manca la potenza

Chitarra venduta ad Aprile 2014.

mercoledì 19 marzo 2014

Una diavoletto Les Paul Custom sfiziosissima

Non la conoscevo per niente, la prima mi capitò tra le mani quasi per caso più di un anno fa e se ne andò abbastanza velocemente, lasciandomi tuttavia la sensazione che si trattasse di una buona chitarra, apprezzabile per costruzione e suoni, con i 3 humbucker a stuzzicare la curiosità di sperimentare combinazioni e colori.

Per questo non appena si è verificata la possibilità di averne una seconda non ho perso tempo e così eccola qui:





Korea, anno di produzione: 2000







martedì 25 febbraio 2014

La fretta fa i gattini ciechi...

... ma io vado di corsa e desidero comunque lasciare una traccia di un'altra Schecter con cui ho intrecciato una storia di passione, una Damien Elite Black a 8 corde, una "negrona" calda come la lava ed indemoniata assai.


Le foto sono state fatte con lo smartphone e caricate direttamente, senza nemmeno ritagliarle o editarle con Photoshop; insomma una autentica sveltina, consumata nel park sul retro di un locale, gonfi di birra e sweep in sedicesimi sul cofano di una Mustang (e se non è poesia questa...)!









sabato 15 febbraio 2014

Lascia? No, raddoppia!

La G&L del post precedente non ha ancora varcato l'uscio di casa per migrare verso altre braccia ed ecco che si presenta la sorella gemella:


Stesse condizioni superlative, stesso modello, colorazione diversa eppure altrettanto bella. Anzi, dato che per il sunburst ho sempre avuto una predilezione, forse questa versione per il mio occhio risulta ancora più gradevole.

Al latore di questa bellezza faccio vedere anche la Natural: A. non fa una piega ma io intuisco la sorpresa ed infatti scoprirò più tardi che era appartenuta proprio a lui, prima di arrivare a me attraverso vari passaggi!!! E' un mondo davvero piccolo a volte...